Il colto e raffinato pastore delle anime di Malvito, Don Pierpaolo Lippo, ha presentato ieri 21 settembre la Sua ultima fatica: il bel libro “Luce e Tenebre: il chiaroscuro della Salvezza”, edito dalle Edizioni Messaggero di Padova.
A dialogarne con l’autore, alla presenza di un folto e interessato uditorio, c’era la giovane dott.ssa Michela Martino, le cui letture e le ampie e articolate riflessioni, che si concludevano sempre con puntuali domande, hanno dato modo al sacerdote di approfondire i temi della sua ricerca della Salvezza tra Vecchio e Nuovo Testamento con la consapevolezza che la stessa salvezza divina “non appare mai un evento limpido e lineare, ma come un cammino attraverso ombre e luci, silenzi e rivelazioni.” Cosicché, la Bibbia diviene “guida” di un viaggio che riguarda “la notte dell’anima” e “l’alba della redenzione.”
Il volume, dalla raffinata cura editoriale, fa rivivere e approfondire alcuni degli episodi più conosciuti delle Sacre Scritture, da quel “Sia la luce!” che ha dato inizio a tutte le cose. Mentre ogni giorno della creazione si conclude con la formula: “E fu sera e fu mattina…” E via via che la narrazione procede non mancano poesie e storie simboliche che, intrecciandosi, rendono piacevole e avvincente la lettura.
Nella prima di queste poesie, che nel titolo richiama la formula della creazione, “E fu sera, e fu mattina”, l’attacco dei primi quattro versi suona quasi come il manifesto dell’intera narrazione:
“Nel grembo muto della sera
quando tace ogni risposta,
Tu, Signore, già cammini
sopra l’abisso della mia notte.”
Una passione, quella per la poesia, che – confessa il sacerdote – gli è venuta dalle sollecitazioni del padre che lo indirizzò sin da piccolo alla lettura di quelle di Pascoli e Carducci. Una felice frequentazione che finì per arricchire di molto il suo bagaglio culturale.
In ogni capitolo del libro (dalla Creazione al sogno di Giacobbe con la storia originale di Andrea; dalla notte di preghiera di Anna, con la storia di Miriam, al tormento di Giobbe; come dalla notte dell’incarnazione alla notte della risurrezione) e, quindi, in ogni passo Don Pierpaolo Lippo ci aiuta a capire e a cogliere – con la cura e la competenza del teologo e la sensibilità del poeta – l’intreccio chiaroscurale della Luce e delle tenebre, del giorno e della notte, della dimensione umana e di quella divina, dei processi storici e di quelli afferenti alla sfera dell’eternità, che fa delle Sacre Scritture il vero itinerario di Salvezza, oltre che un dono di per sé al patrimonio inestimabile della cultura mondiale.
E, difatti, conclude l’autore: “La Bibbia non teme il buio… le tenebre non sono semplicemente negate, ma vengono attraversate, abitate e redente. Così la luce… la salvezza…” E la speranza.
E quando finirà la notte?
“Quando finirà la notte ,
non ci sarà più pianto,
né fame, né arsura,
solo pace che non pesa,
luce che non brucia.”
Così scrive Pierpaolo Lippo nell’ultima poesia, a conclusione dell’ultimo capitolo dedicato alla luce dell’Agnello, immediatamente dopo la storia di suor Angela.
Un piacevolissimo e apprezzato intermezzo musicale con voce di Beatrice De Loria, accompagnata da Federico Baffa, ha inoltre animato l’evento culturale.
Sono infine intervenuti nel dibattito Vanta Vetere, Angela Campolo e Giovanni Cristofalo con belle parole di apprezzamento, che non sono state di circostanza.
Mentre io – rinchiuso nel mio guscio di silenzio all’ultimo banco – meditavo, con gli occhi inchiodati negli affreschi della cupola, sul pezzo che avrei scritto nella notte.
Grazie Don Pierpaolo Lippo per averci fatto dono della Sua fatica: di Luce, di frammenti biblici, di poesia e di racconti.
Che sia infine pungolo per ritrovare a Malvito – in passato illuminata dalla luce della Sapienza – la strada del sapere e della cultura.
